La Villa Fattoria di

Castiglionchio

Gioiello delle colline fiorentine

Rignano sull'Arno, Firenze

Dieci secoli da scoprire
Il luogo

Sulle colline a est di Firenze, sopra la valle del torrente che porta il suo nome, un castello medievale è diventato casa da signore, poi fattoria e villa di delizie.

Castiglionchio non ha mai smesso di cambiare. Ogni proprietario ha aggiunto una stanza, un altare, un terrazzamento, un nome. Il risultato è un complesso in cui si leggono insieme la torre di difesa, le corti della residenza nobiliare, il frantoio, gli orti a gradoni e la chiesa di Santa Maria.

Per la prima volta un gruppo di studiosi ha ricostruito questa storia per intero, tra archivi, catasti antichi e osservazione diretta dei muri. Questa pagina racconta quello che hanno trovato, e accompagna chi vuole venire a vederlo di persona.

Veduta aerea Villa Castiglionchio
Da presidio a villa

UN PROFILO COSTRUITO IN MILLE ANNI

La torre medievale resta il punto più alto. Attorno, i corpi della villa si sono allungati verso sud, nella posizione più soleggiata, a guardare la valle.

La storia e le famiglie: nel 2026 è stato possibile, per la prima volta e dopo la pubblicazione del libro dedicato alla Villa Fattoria di Castiglionchio, fare luce sui molteplici valori (architettonici, artistici, paesaggistici, ambientali e archeologici) che caratterizzano Castiglionchio e sulle varie fasi storiche che ne hanno segnato la plurisecolare esistenza. È stato così possibile ripercorrere le trasformazioni che hanno portato il complesso da presidio fortificato di origini medievali a insediamento come “casa da signore”, poi fattoria e, contestualmente, villa di delizie, attraverso processi e stratificazioni i cui esiti sono oggi ammirabili.

Dieci secoli, in otto date

  1. 1066

    La chiesa di Santa Maria compare per la prima volta in un documento, in una donazione alle monache.

  2. 1378

    Lapo da Castiglionchio, giurista e amico di Petrarca, custodisce libri e carte nel torrione. Dopo il Tumulto dei Ciompi lascia Firenze e muore a Roma nel 1381. I suoi discendenti porteranno il nome del luogo come cognome.

  3. 1589

    Giovan Battista Zanchini commissiona la grande pala dell'altare maggiore, attribuita a Ludovico Buti. Gli Zanchini da Castiglionchio trasformano il castello in residenza di campagna, legata al loro palazzo di via Maggio a Firenze.

  4. 1835

    Il Catasto lorenese fotografa la pianta del complesso, ormai dei Ricasoli Zanchini: la torre, il seccatoio, il frantoio, gli orti sui terrazzi. Resterà quasi invariata fino a oggi.

  5. 1895

    Dopo il terremoto del 18 maggio, Ugo Ricasoli Zanchini Marsuppini vende al musicista Giovanni Altrocchi. Nel 1898 arriva Adolfo Lori, impresario di costruzioni ferroviarie, e la proprietà diventa “Villa Lori”.

  6. 1902

    Castiglionchio entra nell'elenco dei monumenti nazionali.

  7. 1973

    Inizia il cinquantennio della famiglia Terenzi. Negli anni Ottanta Emilio Terenzi apre uno dei primi agriturismi di successo in Toscana.

  8. Oggi

    Con la nuova proprietà sono in corso restauro e valorizzazione del complesso.

Un prezioso documento cartografico

Castiglionchio

Dalla mappa catastale si rileva che Castiglionchio, poco dopo la prima metà del XIX secolo, aveva acquisito l’assetto che sostanzialmente resterà immutato fino ai nostri giorni, racchiuso entro i confini dell’antico impianto.

L'Architettura della Villa Fattoria di Castiglionchio

IL TORRIONE DI MESSER LAPO

All’inizio del Novecento il Carocci sosteneva che erano visibili «tratti di mura, due porte e la torre nella quale Messer Lapo teneva l’archivio e i suoi libri.
Una cinta esterna assai più ampia; e della quale si veggono solo poche vestigie, Circondava anche la chiesa e uno spazio di terreno all’intorno

Veduta aerea Villa Castiglionchio
Architettura

il Torrione nel suo fronte sud

costituisce l’episodio costruttivo di più antiche origini della storia di Castiglionchio, connotandosi al contempo quale emergente riferimento visivo, percepibile anche da notevoli distanze..